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07/05/2010 - GOLF, SCI, MTB, AUTO STORICHE
Le gioiellerie Trossello da sempre vicine al mondo dello sport.
Dopo il Golf dove esistono 2 gare denominate Coppa Gioiellerie Trossello e lo sci di fondo dove una delle prove più antiche ed entusiasmanti per i giovani viene sponsorizzata dalla nostra azienda, la "Coupe Hector Trossello", è la volta del mondo delle auto con l'appoggio alla Squadra Corse VDA, di cui Robert Trossello è il presidente fondatore e della Mountain Bike, con la stretta collaborazione con il G.S. Lupi VDA, la neonata società sportiva che farà molto parlare di sè e dei suoi 70 (ad oggi) minibikers.


07/08/2008 - Come nasce una perla

L’etimologia del termine perla è incerta, in quanto non si sa se esso derivi dal latino sphaerola( piccola sfera ) o da un mollusco detto perna.
Le perle venivano utilizzate dai popoli orientali molti secoli a. c. come ornamento.
Il più antico testo di storia cinese narra che nel 2500 a.c. un re ricevette in regalo una splendida perla di eccezionali dimensioni. Sembra inoltre che in quel tempo venissero accettate dalla casa reale in pagamento delle tasse e che i cinesi siano stati i primi ad usare le perle per scopi farmaceutici.
Erano considerate simbolo di purezza da Salomone, sovrano di Israele.
Furono introdotte in occidente con le spedizioni di Alessandro Magno; sia i greci che i romani avevano una vera e propria predilezione per esse ed erano un simbolo di potere economico e di importanza sociale. Questo prodotto fu definitivamente valorizzato durante il rinascimento, quando vennero creati gioielli nei quali la perla contornata da diamanti fu elevata al rango di gemma.
Prima di parlare di come nasce è necessario che Vi illustri le caratteristiche fisico chimiche della loro composizione:
carbonato di calcio 80%
conchiolina 15%
acqua 5%
Le perle sono costituite da minuti cristalli di aragonite cementati l’un l’altro mediante una sostanza detta conchiolina.
Esse presentano una particolare lucentezza denominata oriente provocata dalla disposizione dell’aragonite in lamelle e della conchiolina in pellicole. Questa disposizione determina nelle perle l’effetto ottico dell’iridescenza che consiste nell’assumere riflessi simili ai colori dell’arcobaleno.
Il colore di questa gemma di origine organica è in stretta correlazione con la specie di mollusco da cui essa è prodotta e nelle acque in cui tale specie vive.
Le perle sono prodotte da molluschi prevalentemente marini i più noti appartengono al genere pinctada, fra quelli di acqua dolce sono da ricordare i bivalva unio.
La formazione della perla è causata dall’incistarsi di un corpo estraneo nel mantello del mollusco. Tale particella microscopica che può essere un minutissimo frammento di conchiglia o più comunemente un parassita che irrita la parte più esterna del mantello nota come epitelio secernente da cui viene inglobata. E da sfatare il granello di sabbia in quanto ripetuti esperimenti hanno dato esiti negativi essendo materiale inorganico.
Si forma così il sacco perlifero, su cui l’epitelio deposita in più riprese stagionali degli strati concentrici di conchiolina nelle cui maglie vengono a collocarsi in seguito i cristalli prismatici di aragonite.
Non tutte le perle sono sferiche, vi sono quelle a goccia, a bottone , ovaloidi e quelle di forme strane e irregolari dette anche barocche o scaramazze.
Le ostriche perlifere vivono lungo le coste a una profontità di 15-20 metri.
Il mare più celebre per la qualità e quantità di perle naturali è quello del golfo persico. Banchi di notevole importanza si trovano nel golfo di Manar tra l’India e lo Sri Lanka, nell’America centrale , nell’Australia ed in Polinesia.
Ormai la raccolta delle perle naturali è quasi abbandonata in quanto il mercato di questo prodotto ha subito una notevole flessione da quando le perle coltivate hanno conquistato i mercati mondiali.
Infatti la quantità di perle naturali raccolte non era in grado di soddisfare la grande richiesta mondiale in quanto mediamente solo 1 su 40 ostriche raccolte contiene una perla e soltanto il 10% ha i pregi per essere utilizzato.
Alla fine del secolo scorso il biologo giapponese MIKIMOTO scopre il procedimento che permette di ottenere perle coltivate di alta qualità.
Fu lui dopo anni di ricerca ad avere l’idea di introdurre nella conchiglia un corpuscolo madreperlaceo.
Intuì che la lucentezza della perla dipende dallo spessore degli strati madreperlacei sviluppati intorno al nucleo: più a lungo è coltivata e si parla di diversi anni, a temperatura costante 20/24 gradi, e in zone protette, maggiore è la possibilità che acquisti una grandezza ragguardevole.
Solo 5 perle su 100 possono essere considerate di alta qualità e solo 10 su cento rientrano nei 5 criteri internazionalmente riconosciuti:
1 - Il colore che deve essere della massima intensità
2 - la forma perfettamente sferica
3 - la superficie di perlagione , ovvero la massima omogeneità della superficie, da cui si definisce il grado di valore
5 - la dimensione , maggiore è la dimensione più elevato diventa il valore.
Le perle possono avere una durata anche di centinaia di anni, se nella loro conservazione vengono osservate precise regole. Nella composizione di queste gemme è presente una determinata quantità di acqua, la quale, in caso di eccessiva disidratazione, provoca mutamenti di struttura di entità tale da compromettere in maniera irreversibile la bellezza originaria .
Esse non devono essere tenute nè in ambienti molto secchi né in quelli eccessivamenti umidi e, dopo essere state indossate occorre che vengano pulite accuratamente, in quanto, sia la traspirazione del corpo che i prodotti usati per la cosmesi, le deteriorano. Non devono venire a contatto di profumi e di gioielli e vanno riposte da sole nel loro astuccio.
Le collane di perle vanno reinfilate almeno una volta all’anno per rimuovere lo sporco che si insinua nel foro che pùo causare cambiamenti di colore .
Robert Trossello